Si è fatto chiamare “The Symbol”, “The Artist”o, traducendo, “l'artista un tempo chiamato Prince”. Ha venduto centodieci milioni di dischi e scazzato con varie label discografiche. Dopo un periodo di presenza relativa, ora ha ritrovato la quadra e per la gioia dei suoi fan - assolutamente trasversali – è tornato nel Belpaese. Un evento: perchè erano ben otto anni che Prince Rogers Nelson, classe '58, non calcava i palchi nostrani.
Vera maestà del pop, l'istrionico Prince giunge a Milano con un treno carico-carico di groove. Sono lontani i fasti degli anni '80 – quando baruffava con Michael Jackson, conquistava copertine dei magazine specializzati e firmava la colonna sonora del “Batman” di Tim Burton con Jack Nicholson; ma l'autore di “Purple Rain” ha ancora idee ed entusiasmo, e non è un caso che sia stato inserito da “Rolling Stone” fra gli artisti più importanti della storia. Polistrumentista, ballerino e creativo a tutto tondo, ha scritto brani indimenticabili mix di generi diversi e pubblicato decine di dischi di buon livello, sempre all'insegna di un funk-rock-soul di ricerca. La sua ultima fatica, “20Ten”, sarà alla base della scaletta del live milanese, che segue lo show romano del Palalottomatica di ieri.
Tradizionalmente, ogni data del suo tour è diversa dalla precedente; visto che lo show che propone dura più di due ore, ci sarà spazio per i cavalli di battaglia - come “1999”, “Controversity”, “Kiss” e “Delirious” - e magari anche per qualche cover: da James Brown, a Simon & Garfunkel per arrivare ai Led Zeppelin. Peccato che i prezzi per assistere al live del genietto di Minneapolis siano cari come il fuoco - da 52 a 110 euro. Vero, però, che capita raramente di ascoltare un autentico principe della musica popolare, in tempi di cloni e tribute band. Appuntamento alle 21 al Mediolanum Forum di Assago – info: www.ticketone.it. Vale la pena: almeno per una sera si può evitare di pensare al Sultano e alle sue ignobili gesta. C'è il Principe.
Valerio Venturi

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